Pitture emergenti: ALESSIO DOVERI

Alessio Doveri, giovane artista emergente,  si muove tra varie forme espressive (soprattutto pittura e fotografia).

Intreccia il suo percorso di ricerca artistica con esperienze di vita orientate intenzionalmente alla scoperta di sé e della dimensione più misteriosa dell’esistenza.

Ammesso che nella nostra vita ci sia qualcosa che non è misterioso.

Mi accoglie nel borgo di Lari, in un vecchio lavatoio, adibito a laboratorio ai piedi del castello medioevale del borghetto pisano. Nelle sue parole possono riconoscersi molti artisti emergenti perché raccontano del percorso sempre in fieri verso una propria identità artistica fatta di ricerca costante in sé e fuori di sé.

Quello che si fa è prima di tutto un’esigenza espressiva personale ma c’è bisogno che venga legittimato, riconosciuto dall’esterno perché è quell’immagine di noi che l’altro ci rimanda a arricchire, sfumare, modificare l’idea instabile e perciò libera, della forma di noi stessi. L’uomo è libero perché sempre in rapporto alla possibilità che si configura come scelta. 

L’arte è anche soprattutto libertà di creare nuove possibilità oltre il già dato sia per chi la realizza che per chi ne fruisce.

Nelle opere di Alessio le forme e i colori emergono da uno spazio – tempo dilatato, a tratti galattico,  in una dimensione non-logica che lascia a chi guarda la possibilità di stare con il non-ancora o riconoscere invece significati che prendono forma dal rapporto tra l’interiorità di chi osserva e l’opera.

Per saperne di più sul lavoro di Alessio Doveri e sulle sue svariate attività vi invito a visitare le sue interessanti pagine: www.alessiodoveri.it

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Parlaci della tua pittura, come lavori da un punto di vista “tecnico”

Alessio: la mia pittura prende spunto dalla tecnica chiamata “Dripping”, impiegata da artisti  come Ernst e Pollock, che consiste nel far gocciolare la vernice direttamente sulla tela distesa a terra, lasciando un certo margine al caso. Questo è stato solo l’inizio, perché nel tempo ho modificato il risultato avvalendomi di attrezzi utilizzati nell’edilizia (spatole, cazzuola e frattazzo, ecc).

Il mio lavoro è prettamente istintivo. Utilizzo principalmente vernice acrilica su pannelli di polistirene estruso: questo mi permette di incidere il materiale senza che esso si spezzi. Nell’ultimo anno ho aggiunto le garze, per rendere la superficie imperfetta fin da subito.

Nel tempo mi sono spesso ispirato al percorso artistico di Kandinsky e alla sua ricerca delle linee, delle forme e del colore; questi temi si ripetono nella mia arte e nelle mie fotografie.

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Puoi dirci qualcosa in particolare sulle tematiche che rappresenti nei tuoi lavori?

Alessio: i miei lavori affrontano l’essenza delle emozioni. Se si va oltre la logica si può iniziare a avvicinarsi al nostro inconscio e da lì entrare in contatto anche con sentimenti che possono infastidirci o sorprenderci in positivo.  Le tematiche più significative per me sono il rapporto tra uomo/natura e l’amore tra essi, la speranza di un equilibrio che forse non arriverà mai a causa dell’avidità del potere umano.

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Quali sono state le esperienze di vita che ti hanno maggiormente influenzato in questo sviluppo creativo?

Alessio: molti anni fa ho avuto modo di percorrere il Cammino di Santiago. Questo è stato un importante passaggio nella mia vita, dal quale ho imparato molto e lì ho capito che il caso non esiste. Oggi viaggio spesso da solo, aperto ad accogliere e dare, questo mi permette di stabilire degli scambi energetici con sconosciuti che saranno poi fonte d’ispirazione per mia arte.

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Quale riscontro ricevi da parte del “pubblico”?

Alessio: ogni volta che faccio un’esposizione personale mi accorgo che è un’esperienza unica e gratificante. Sono affascinato dal rapporto che si crea tra spettatore e opera quando si instaura un contatto, un feeling che va oltre il fermarsi all’estetica del giudizio. Questo per me è un risultato importante, visto che stiamo attraversando un periodo storico particolare dove tutto corre e non abbiamo tempo per soffermarci sull’ascolto. Per questo motivo, spesso chiedo alle persone presenti di disporsi in cerchio e condividere le proprie emozioni.

STARLAND - S15
STARLAND – S15

In questo momento della tua vita cosa vorresti che le tue opere lasciassero a chi le osserva?

Alessio: il mio pensiero è rivolto alla speranza e questo è ciò che desidero trasmettere a chi osserva. Poi sento che l’arte è uno strumento e ognuno è libero di esprimere ciò che meglio crede e sente.

STARLAND - S04 - particolare
STARLAND – S04 – particolare

Hai mai pensato di trasferirti all’estero o credi che l’Italia sia un buon posto per crescere professionalmente come artista emergente?

Alessio: sinceramente ho difficoltà a dare una risposta certa, mi sento di dire che in Italia attualmente sono rari gli spazi di confronto e i punti di riferimento per una crescita artistica e culturale. Mi sembra che ci sia poco interesse nel vivere l’arte e più apparenza nel fare arte.

STARLAND
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Che progetti hai per il futuro?

Alessio: il linguaggio espressivo di ogni artista è in continua evoluzione ed io mi trovo in un momento di passaggio importante nel quale sto analizzando il rapporto artista/spettatore. Credo che sia fondamentale ristabilire un collegamento diretto tra le due figure e il mio progetto consiste proprio in questo. Attraverso la ricerca dell’infanzia, recuperare e stimolare gli adulti ad andare oltre e far mettere loro da parte le sovrastrutture date dal tempo vissuto.

Studio
Studio

Per ragioni di spazio oggi ci siamo occupati solo della pittura ma tu realizzi anche molto altro…Vuoi parlarcene?

Alessio: voglio raccontarti velocemente il mio viaggio.

La passione per l’arte è sempre stata presente nella mia vita, ma era latente e con difficoltà emergeva.  Spesso mi divertito a scarabocchiare e mettere un po’ di colore in qua e là, ma dopo il Cammino di Santiago tutto è diventato vivido e acceso. Questo lo si può vedere, quando iniziai a realizzare le mie prime installazioni in legno e con i manichini. Mi sentii come un cappellaio magico che in continua evoluzione gioca con il proprio talento e sentimenti.

Questo fu solo l’inizio del mio viaggio di ricerca, con il passare degli anni sentii la necessità di sperimentare la creta, il découpage, le tecniche miste su legno, la scrittura creativa, le pitture astratte e per finire alla fotografia astratta e lo still-life.

Potrei dire che tutto questo è servito per conoscermi meglio e capire che gli strumenti acquisiti sono frutto della consapevolezza. Ci tengo a puntualizzare che l’identità di una persona, non è fatta dalla sola estetica ma soprattutto dai suoi contenuti intrinseci.Tutto questo è il mio modesto pensiero umano e artistico… Buona vita! Grazie

DREAMTIME - D06 -particolare
DREAMTIME – D06 -particolare

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