Archivi del mese: febbraio 2018

Il tessuto dei sogni: la pittura svela il femminile. Le emozioni e l’arte di LUCIA GUADALUPE GUILLEN

Brescia mi piace.

A Brescia l’Italia è stata un sogno di Indipendenza e Libertà prima ancora di essere un Paese.

Leonessa d’Italia“, così viene chiamata la città lombarda.

Vago nel centro storico, seguo il selciato e la luce dorata, soffusa della sera.

Un atelier si nasconde dietro un portone massiccio.

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La padrona di “casa” è la giovane artista Lucia Guadalupe Guillen, laurea all’Accademia di Belle Arti di Venezia e poi laurea specialistica in pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, un musicale accento spagnolo e tanto da raccontare.

http://luciaguadalupe.it/biografia/

La maggior parte delle volte, preferisce lasciare le sue opere senza un titolo perché un titolo, afferma, può essere un limite per chi guarda l’opera.

Toni caldi e avvolgenti dominano l’atmosfera: il rosa e il cipria.

Due grandi finestre lasciano entrare il cielo e la sua luce.

Sono i colori del nord dell’Argentina che si ritrovano sui quadri. E poi orologi, corsa contro il tempo, figure femminili che dominano. Il tema del doppio: uno svelare la realtà tra i veli dell’apparenza e poi un apparire ulteriore che affiora.

Opere dalla delicata espressività, dove tra i tessuti e il cucito si nascondono decorazioni e ricami.

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Lucia-Guadalupe-GuillenShop-windows-II-tecnica-mista100x120cm-2015.

Tutti i materiali  che vengono utilizzati e reinterpretati dall’artista raggiungono una perfetta fusione con l’intenzione dell’opera e non risultano mai sfoggio stilistico fine a se stesso.

Armonia e verità pervadono le opere che si mostrano con apparente semplicità.

Una decisa personalità artistica connota tutte le creazioni di Guadalupe Guillen che risentono positivamente di una ricca dimensione interculturale e di un talento che invita a uno sguardo attento.

Guadalupe: ho studiato a Venezia e a Brera, ho disegnato e dipinto per giorni e giorni, per anni, e continuo a farlo, portando con me tutti i maestri che sono stati importanti, con la loro disciplina e il loro duro lavoro, come Carlo di Raco e Andrea Del Guercio.

Chiara: cosa ricordi delle tue prime ricerche artistiche?

Guadalupe: come vedevo me stessa e come ognuno di noi vede sé stesso nella società. Figure emergono come nebbia che si alza nella sera. Bambini che sono me e mia sorella gemella da piccole. Il bambino è l’emblema di tutto ciò che è puro e non è contaminato dalla società.

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Lucia-Guadalupe-Guillen-acrilico-e-olio-su-tela-120x200cm-2012.

Chiara: i tuoi primi lavori ritraggono spesso bambini…

Guadalupe: il bambino è sincero. Il bambino è, semplicemente, senza dovere essere.

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Lucia-Guadalupe-Guillen-acrilco-e-carta-colorata-su-tela-100x100cm-2013.

Chiara: si individuano fasi diverse nelle tue creazioni artistiche.

Guadalupe: al termine del mio percorso a Brera ho iniziato a disegnare abiti. Vengo dal Nord dell’Argentina, da Salta, ai piedi della Cordigliera delle Ande… dove c’è una importante tradizione tessile artigianale ancora molto viva.

In “Madre e Figlia”, per esempio, i vestiti celano una identità, confondono, ingannano. Non capiamo chi sia la madre e chi, invece la figlia.

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Lucia-Guadalupe-Guillen-Acrilico-matite-e-lana-colorata-su-tela70x100cm-2014.

Chiara: il lavoro sui vestiti  è minuzioso in tutte le tue opere.

Guadalupe: utilizzo carta riciclata, veline che danno movimento, ago e filo per cucire e ricamare sulle opere. Io do vita a cosa sento come urgente in un certo momento, il perché lo capisco solo in seguito. A guidarmi ci sono le emozioni che scaturiscono autonome e indipendenti… sono loro a portarmi dove a volte nemmeno io so.

Chiara: vedo abiti anni ’50, come fossero disegni per una casa di moda…e poi ci sono insetti disegnati, schierati, in fila.

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Guadalupe: questa è la terza fase della mia produzione. Abiti su lucido. Sono nata in Patagonia, lì non c’erano insetti, era troppo freddo. Poi, una volta giunta a Salta io e mia sorella gemella li abbiamo scoperti. Le formiche giganti hanno colpito tantissimo la mia immaginazione e ancora oggi le disegno. In quegli anni, a scuola ero affascinata soprattutto dai colori. Gli anni Cinquanta avevano un ideale femminile con i fianchi più larghi, donne che esplodevano di vitalità, iniziavano a tirare fuori il corpo …far notare le curve.

Chiara: geometrie si intrecciano in tessiture minuziose, come di tappeti. Fino ad arrivare alle tue attuali produzioni. I vestiti come pura esteriorità, come apparenza senza corpo. Il vestito che diventa l’unica cosa che si vede perché il corpo scompare. Il vestito come maschera che cela, nasconde, inganna.

Guadalupe: sono attratta dalla possibilità di cambiare le prospettive, i punti di vista di chi guarda, la collocazione nello spazio deve essere diversa, un invito alla scoperta e a forme nuove.  La recente esperienza di maternità con mio figlio Achille e un viaggio nel verde Messico mi ha ispirata a una ricerca nuova sul corpo che si fa pianta e sulla pianta che come in un antico erbario esprime tutta la sua natura vitale e pulsante, la ricchezza florida e arborea di nuove creature. Il tema del sogno che vede animali, insetti esseri umani confondersi. In Messico mi sono sentita invadere dalla natura e dai colori e sono partita in un viaggio artistico personale.

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Chiara: la scuola oggi cosa può fare per migliorare la società?

Guadalupe: avvicinare i ragazzi alla dimensione emotiva e all’espressione delle emozioni, educare all’empatia e alla condivisione. Insieme ad un’altra pittrice, Antonella Pedretti, stiamo facendo una istallazione di acchiappasogni per realizzare una dimensione collettiva.

Una sorta di gigantesco arazzo composto di acchiappasogni. Vorremmo fare la stessa cosa con le scuole… dove ogni alunno crea il suo acchiappasogni dove stiano desideri, emozioni, speranze, sogni. Una volta uniti in un’unica installazione vogliamo far riflettere su quanto, tutti insieme, diano vita a qualcosa di più bello ed emozionante.

Chiara: cosa cambia tra il fare l’artista in Argentina e il farlo qua?

Guadalupe: la burocrazia! Qui ce ne è tantissima. In Argentina gli artisti sono molto più liberi di fare qualsiasi cosa, aprire spazi, avere iniziative senza essere costretti dentro schemi legali e burocratici. D’altro canto in Italia l’arte è ovunque e ciò è uno stimolo straordinario!

Il Grande Acchiappasogni
Il Grande Acchiappasogni